Il libro affronta i rituali legati all’edilizia, in particolare studiando quelli che, direttamente e indirettamente, hanno una relazione con il sacrificio. Lo studio viene affrontato proponendo una sintesi tra gli elementi appartenenti al patrimonio folcloristico e le pratiche religiose, proponendo una sorta di sincretismo analitico che tiene conto di tutti quei fattori che hanno portato alle diverse forme di consacrazione tramite riti sacrificali. Partendo dalle più antiche tradizioni pagane e analizzando una serie di esempi diffusi nelle diverse parti del mondo, si riportano numerosi casi riferiti a contesti rituali diversi che hanno accompagnato l’attività costruttiva dell’uomo fin dai tempi più remoti.
Massimo Centini, laureato in Antropologia Culturale presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Torino. Ha lavorato a contratto con Università e Musei italiani e stranieri. Attualmente collabora con la Fondazione Università Popolare di Torino dove è titolare della cattedra di Antropologia culturale; tiene anche corsi presso il MUA – Movimento Universitario Altoatesino – di Bolzano.
Fabrizio Manticelli, laureato in architettura presso l’Istituto universitario di architettura di Venezia, ha esercitato la libera professione nel campo del restauro delle chiese cattoliche. Indaga da anni sul linguaggio segreto degli edifici di culto, con particolare riferimento al proporzioni, alla geometria sacra e alla storia delle corporazioni medievali dei costruttori.
Studioso dei culti misterici praticati dalle antiche civiltà, ricerca sugli aspetti legati alla tradizione ermetica, evidenziando i legami e le suggestioni in campo artistico, simbolico e antropologico.
Un libro che offre una panoramica dettagliata e obiettiva, andando oltre i luoghi comuni che caratterizzano l’Inquisizione, l’eresia e la stregoneria. Avendo sempre come riferimento le fonti storiche, l’autore ci aiuta a esplorare gli angoli più oscuri della cultura occidentale, ricostruendo gli aspetti salienti e poco noti della lotta contro il diavolo.
Un’impresa non semplice, poiché siamo al cospetto di ambiti tra i più dibattuti e divulgati della storia e della cultura. Infatti Inquisizione, stregoneria ed eresia molto spesso si amalgamano in un tessuto spugnoso che ha la prerogativa di assorbire elementi extrastorici, destinati a sfalsare l’effettiva entità dei fatti. Si tratta di un corpus di esperienze che coinvolgono diversi ambiti della storia della civiltà e tale complesso è stato anche facile preda per il mito e la leggenda, prima in relazione alla grande paura del diavolo, poi, soprattutto, attraverso l’enfatizzazione romantica.
Massimo Centini, laureato in Antropologia Culturale presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Torino. Ha lavorato a contratto con Università e Musei italiani e stranieri. Attualmente collabora con la Fondazione Università Popolare di Torino dove è titolare della cattedra di Antropologia culturale; tiene anche corsi presso il MUA – Movimento Universitario Altoatesino – di Bolzano.
Il linguaggio simbolico dell’esoterismo, scritto a quattro mani da Massimo Centini e Michele Leone, è un saggio che si legge come un romanzo. Il tentativo degli autori è quello di esplorare l’esoterismo ed i suoi simboli partendo dal significato della parola/concetto di esoterismo e sviluppando un percorso che dall’antichità arriva ai giorni nostri.Per dirla con le parole degli autori: “Troppo spesso l’esoterismo è stato ed è oggetto delle più assurde illazioni, vittima di quella voglia di mistero che ancora oggi caratterizza l’uomo contemporaneo, apparentemente figlio della ragione e della razionalità .
Cercheremo di offrire al lettore una visione quantomeno obiettiva del complesso concetto di Esoterismo, lasciando da parte facili suggestioni e banalizzazioni, per proporre una definizione scevra da ogni romanticismo e da interpretazioni alimentate dai miti moderni”. All’interno del saggio i cui singoli capitoli potrebbero diventare le fondamenta per altrettanti lavori, gli autori accompagnano il lettore nella storia delle religioni, alla scoperta dell’alchimia, a una riflessione sul Graal, alla ricerca del significato dei simboli della massoneria e altro ancora.
Massimo Centini, laureato in Antropologia Culturale presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Torino. Ha lavorato a contratto con Università e Musei italiani e stranieri. Attualmente collabora con la Fondazione Università Popolare di Torino dove è titolare della cattedra di Antropologia culturale; tiene anche corsi presso il MUA – Movimento Universitario Altoatesino – di Bolzano.
Il manuale più usato dagli inquisitori e sicuramente il più letto di sempre, in una traduzione aggiornata con prefazione a cura di Massimo Centini.
Il Malleus maleficarum fu scritto nel 1486 a Strasburgo da due autori domenicani, Jacob Sprenger e Heinrich Kramer, “Institor”, animati dalla necessità di rendere fruibili modalità, procedure giuridiche e aspetti teologici fondamentali nella lotta alla stregoneria e alla “perversione eretica”.
La lettura del testo risulta oggi sconcertante ed è necessario porre il libro nel suo contesto storico, geografico e culturale, solo in questo modo è possibile guardarlo come un documento di grande interesse per lo studio della follia collettiva costituita dalla caccia alle streghe.
Massimo Centini, laureato in Antropologia Culturale presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Torino. Ha lavorato a contratto con Università e Musei italiani e stranieri. Attualmente collabora con la Fondazione Università Popolare di Torino dove è titolare della cattedra di Antropologia culturale; tiene anche corsi presso il MUA – Movimento Universitario Altoatesino – di Bolzano.
Stregoneria, diavoli e pratiche magiche raccontate dall’antropologo torinese Massimo Centini. La caccia alle streghe ha lasciato tracce profonde nella storia: infatti, di tutta una serie di casi sono rinvenibili documenti attraverso i quali si possono ricostruire le fasi di eventi drammatici che, soprattutto tra la seconda metà del XIV secolo a tutto il XVII, determinarono azioni repressive pesantissime.
Andiamo allora alla ricerca delle fonti e cerchiamo di conoscere da vicino le streghe piemontesi e liguri, con la visione dello storico, ma lasciandoci trasportare allo stesso tempo dal fascino del mito e della leggenda.
Massimo Centini, laureato in Antropologia Culturale presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Torino. Ha lavorato a contratto con Università e Musei italiani e stranieri. Attualmente collabora con la Fondazione Università Popolare di Torino dove è titolare della cattedra di Antropologia culturale; tiene anche corsi presso il MUA – Movimento Universitario Altoatesino – di Bolzano.