Il rifiuto della maternità: la radice più antica del mito di Lilith
Prima di essere icona femminista, femme fatale o archetipo nero, Lilith incarna un rifiuto: il rifiuto della maternità come destino esclusivo del femminile e dell'identificazione della donna con un grembo che dà la vita. È un'istanza radicata nel mito e nella società fin dal neolitico, ben prima che le culture semitiche le dessero un nome e una storia.
Perché una figura nata come rifiuto di un ruolo, di una funzione sociale, di un corpo definito solo dalla generazione, continua per quattro millenni a occupare gli spazi liminali dell'immaginario occidentale, dai demoni della Mesopotamia al soffitto della Cappella Sistina? La domanda non riguarda solo un archetipo antico, ma il modo in cui una tradizione definisce la femminilità legittima, e traccia il confine di chi ne resta escluso.
Un viaggio filologico tra Gilgamesh, apocrifi e leggende cabaliste
Paolo Riberi affronta il mito con lo sguardo del filologo e dello storico delle religioni, la stessa lente che struttura Il mito di Lilith. Dal rifiuto della maternità al femminino oscuro (Mimesis, 2026), la sua monografia sul tema. Il percorso mette in dialogo le fonti: dall'epopea di Gilgamesh al Talmud, dalla Cabala alle riletture moderne, seguendo un filo comparativo che attraversa demonologia, esegesi biblica e immaginario visivo, fino al cinema, a cui Riberi dedica una grande attenzione analizzandone i contenuti storico-religiosi ed esoterici.
Dalla Mesopotamia a Hollywood: le tappe del mito di Lilith
Il percorso attraversa l'intero arco del mito: le origini mesopotamiche, la sua elaborazione nel giudaismo antico - tra Bibbia, rotoli di Qumran, vangeli gnostici, magia salomonica tardoantica e Talmud - fino alla cristallizzazione della leggenda nella Cabala e alle riletture moderne, tra Cappella Sistina e cinema. Ogni tappa è ancorata alle fonti primarie che l'hanno custodita nel tempo, dalle tavolette sumere ai manoscritti cabalistici.
Argomenti delle lezioni

- Lezione 1. Lilith in Mesopotamia. Origini sumero-accadiche della figura, tra demonologia mesopotamica e le prime tracce che la legano agli spazi liminali e al rifiuto del ruolo materno.
- Lezione 2. Dalla Bibbia agli apocrifi: Lilith nel giudaismo antico. Le tracce bibliche, i rotoli di Qumran, i vangeli gnostici e il Talmud: come il giudaismo antico elabora la figura prima della sua fissazione medievale.
- Lezione 3. La nascita del mito della Prima Eva e le leggende cabaliste. La leggenda medievale della Prima Eva ribelle prende forma nella letteratura cabalistica, che consolida Lilith come demone e archetipo del femminile alternativo.
- Lezione 4. Dalla Cappella Sistina a Hollywood: l'età moderna. Dal soffitto michelangiolesco alle riletture novecentesche: come Lilith diventa icona femminista, femme fatale e archetipo nero nell'immaginario contemporaneo.
Informazioni sul corso
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I martedì dal 3/11
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4 Lezioni
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H 21 - 23
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Diretta Zoom
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Replay incluso
Lilith: la Non-Madre
Mito e origini di un archetipo
Corso di Paolo Riberi
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Offerta valida fino al 31 ottobre
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Paolo Riberi è saggista e ricercatore indipendente, docente dei corsi di Arethusa dedicati ad Apocrifi, Gnosticismo e Cinema simbolico. Unisce rigore filologico e visione contemporanea per esplorare i legami tra mito, religione e cultura.
Laureato in Filologia e letterature dell'antichità, in Economia e management e in Diritto presso l'Università di Torino, ha discusso una tesi magistrale sui vangeli apocrifi, premiata come Miglior Tesi del Corso di Laurea 2011 e pubblicata per dignità di stampa. È membro della Società Italiana di Storia delle Religioni (SISR) e si dedica allo studio delle origini cristiane e delle correnti gnostiche, nel quadro della più ampia storia delle religioni antiche.
Coltiva un approccio filologico e storico-religioso, unito a una sensibilità comparativa verso simboli, mitologie e linguaggi visivi. La sua ricerca indaga il rapporto tra testo e immagine, mito e narrazione, evidenziando come le forme antiche del sacro si riflettano nella cultura e nel pensiero contemporanei.
Nel 2019 ha pubblicato insieme a Igor Caputo un saggio sulla rivista scientifica "Quaderni di studi Indo-Mediterranei" dell'Università di Bologna, dedicato alle influenze orientali nel pensiero gnostico. È autore delle edizioni filologiche di diversi testi gnostici, tra cui alcuni tradotti per la prima volta in italiano, e di numerosi saggi e volumi dedicati ai rapporti tra gnosticismo, mistica e cinema. Giornalista e critico cinematografico con partecipazioni al Festival di Venezia, dal 2021 è docente nei Corsi di Arethusa, dove propone percorsi su apocrifi, gnosticismo e cinema, offrendo strumenti rigorosi per leggere miti, testi e immagini del presente.
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Domande frequenti sul corso
Il corso si svolge in diretta via Zoom, il martedì dalle 21 alle 23, a partire dal 3 novembre. Chi non può seguire in orario può recuperare le lezioni in differita nell'area riservata.
Il corso comprende 4 lezioni da 2 ore ciascuna, per un totale di 8 ore di lezione, distribuite su altrettanti martedì a partire dal 3 novembre.
Il percorso ripercorre il mito di Lilith dalle origini mesopotamiche alla Bibbia e agli apocrifi, dalle leggende cabalistiche della Prima Eva fino alle riletture moderne, dalla Cappella Sistina al cinema.
Non sono richieste conoscenze specialistiche pregresse: il corso si rivolge a un pubblico già orientato nelle tradizioni esoteriche e religiose occidentali.
Paolo Riberi è saggista e ricercatore indipendente, docente Arethusa dal 2021, autore di Il mito di Lilith. Dal rifiuto della maternità al femminino oscuro (Mimesis, 2026).
Sì. Ogni lezione viene caricata nell'area riservata subito dopo la diretta, con estratto audio e materiale didattico quando previsto - le stesse risorse a disposizione di chi segue il corso in modalità registrata, qui offerte in aggiunta alla partecipazione live via Zoom.
Il corso in diretta prevede un gruppo WhatsApp dedicato, dove i partecipanti interagiscono tra loro e con il docente durante lo svolgimento delle lezioni. È inoltre attivo un canale di supporto didattico via email, a disposizione anche di chi recupera le lezioni in differita.
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