
Bushido
L'anima del Giappone
Di Inazo Nitobe
Il bushidō, letteralmente "via del guerriero", è il codice morale dei samurai, e questo libro è il testo con cui Inazo Nitobe lo presentò al lettore occidentale. Non si tratta di un codice scritto: si è formato nei secoli all'interno della casta militare, affidato a massime trasmesse oralmente e a poche sentenze fissate da guerrieri e maestri, e ha regolato la vita quotidiana e l'esercizio delle armi con l'autorità di una legge interiore.
Nitobe, diplomatico ed educatore nato in una famiglia di samurai, scrive in inglese alla fine dell'Ottocento per rispondere a una domanda del giurista belga Émile de Laveleye: come si trasmetta la morale in un paese le cui scuole non impartiscono un'educazione religiosa. Cercando la risposta, l'autore si accorge di aver assorbito i propri principi morali proprio dal bushidō, e ne ricostruisce le fonti nello shintoismo, nel buddhismo Zen e nell'etica confuciana di Confucio e Mencio.
Il cuore del libro è la rassegna delle virtù del samurai: rettitudine, coraggio, benevolenza, cortesia, sincerità, onore e lealtà, fino al dominio di sé che le tiene insieme. Ogni virtù è letta accanto alla cavalleria europea e alla tradizione classica e cristiana, in un dialogo continuo tra Oriente e Occidente che accompagna anche i capitoli sul suicidio rituale, sulla spada come anima del samurai e sull'educazione della donna.
Più di un secolo dopo, il libro resta una chiave di lettura del Giappone, delle sue contraddizioni moderne e delle arti marziali, che dal bushidō traggono ancora il proprio orizzonte etico. Nitobe lo osservava già allora: senza conoscere il feudalesimo e il codice dei samurai, le idee morali del Giappone restano un libro chiuso.
A questi temi Arethusa dedica il corso Lo Zen e la Via delle arti marziali di Giovanni Fresa, maestro di kendo V dan e membro associato della ESSWE. Il corso segue la religiosità del guerriero giapponese dal medioevo al Novecento: parte dalle radici nel buddhismo esoterico, attraversa il passaggio dal jutsu al dō nella pace dei Tokugawa e arriva al legame tra Zen e bushidō costruito in età moderna. Nitobe scrive proprio alla fine dell'Ottocento, e il suo ritratto del samurai si legge in modo diverso quando lo si colloca dentro questa costruzione moderna della via del guerriero.
€ 13,50
Collana: Sapere d'Oriente
Anno: 2017
Pagine: 176
Formato: Brossura
ISBN: 9788827227930
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Domande frequenti su Bushido. L'anima del Giappone
Il libro spiega il bushidō, il codice morale non scritto dei samurai, formatosi nei secoli all'interno della casta militare giapponese. Inazo Nitobe ne ricostruisce le fonti e ne esamina le virtù una per una, mettendole a confronto con la cavalleria europea e con la tradizione morale dell'Occidente.
Inazo Nitobe (1862-1933) è stato un educatore, economista agrario e diplomatico giapponese, nato in una famiglia di samurai di Morioka. Formato in Giappone, negli Stati Uniti e in Germania, scrisse questo libro in inglese alla fine dell'Ottocento e fu poi sottosegretario generale della Società delle Nazioni.
Il libro esamina le fonti del bushidō nello shintoismo, nel buddhismo Zen e nell'insegnamento di Confucio e Mencio, poi le sue virtù: rettitudine, coraggio, benevolenza, cortesia, sincerità, onore, lealtà e dominio di sé. Dedica capitoli anche al suicidio rituale, alla spada come anima del samurai, all'educazione della donna e all'eredità del codice nel Giappone moderno.
Il libro è pubblicato da Edizioni Mediterranee nella collana Sapere d'Oriente. È in commercio dal 23 novembre 2017, conta 176 pagine in formato brossura ed è identificato dall'EAN 9788827227930.
Il libro è consigliato a chi si interessa di storia e cultura del Giappone, di etica dei samurai e di filosofia delle arti marziali. È adatto sia a chi si avvicina per la prima volta al mondo dei samurai, sia ai praticanti che vogliono comprendere il codice morale da cui le loro discipline traggono senso.
Sì, il corso Lo Zen e la Via delle arti marziali di Giovanni Fresa, maestro di kendo V dan, ripercorre la religiosità del guerriero giapponese dal medioevo al Novecento. Il percorso va dalle radici nel buddhismo esoterico al passaggio dal jutsu al dō nel periodo Edo, fino al legame moderno tra Zen e bushido. È il contesto storico in cui Nitobe scrive il suo libro.
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